La Misericordia di Molfetta e il banco di prova dell’emergenza

L’emergenza sta mettendo alla prova tutti noi volontari, siamo chiamati ad adattarci e a riorganizzarci velocemente in favore della popolazione. La resilienza di sicuro non ci manca e in questa fase lo stiamo sperimentando più che mai.

La parola chiave è proprio resilienza: questa la consapevolezza di Tina Nanna, presidente della Misericordia di Molfetta, associazione di volontariato da anni attiva nel settore socio-sanitario.

«Le nostre attività sono aumentate e, di conseguenza, la vita dell’associazione è diventata più frenetica, più diversificata ma, sotto molti punti di vista, anche più coinvolgente».

Oltre ad assicurare gli ordinari servizi di istituto, i trasporti sanitari e quelli sociali, soprattutto nell’ambito della Protezione Civile, i volontari della Misericordia sono impegnati nel supporto psicologico e in quello didattico a distanza, nell’ assistenza sociale al parco comunale “Don Tonino Bello” per i bambini con disabilità e nell’informazione/sensibilizzazione telefonica sull’emergenza sanitaria.

A queste attività si aggiungono l’acquisto e la consegna domiciliare di generi alimentari e di farmaci, la distribuzione di beni alimentari e di buoni spesa, la consegna di computer richiesti dagli istituti scolastici e il trasporto sociale per i cittadini indigenti nei rispettivi comuni di residenza.

«Vogliamo far sentire la nostra vicinanza a chi è in difficoltà. Abbiamo attivato vari servizi affinchè mai un bisogno possa rimanere inascoltato».

Tutto ciò ha richiesto non solo una maggiore partecipazione dei volontari, ma anche un prolungamento degli orari di servizio.

«Di recente ci sono state molte iscrizioni di giovani che hanno espresso la volontà di aiutarci e questo ci ha fatto particolarmente piacere. Sapere che in una situazione così difficile c’è tanta gente che si prodiga per gli altri rispecchia lo spirito della Misericordia».

Tanta la voglia di mettersi in gioco, altrettanta la sicurezza in cui tutte le attività si svolgono.

I volontari indossano i DPI e sensibilizzano gli altri a farlo,sono attenti a rispettare le distanze di sicurezza, hanno turni diversificati per evitare assembramenti. Queste precauzioni sono accompagnate da una costante sanificazione della sede e dei mezzi e dalla misurazione della temperatura corporea di chiunque abbia accesso all’associazione.

Tina Nanna sottolinea anche l’importanza, specie in un momento così delicato, della cooperazione fra le associazioni di volontariato presenti sul territorio e regolarmente iscritte all’Albo regionale di volontariato di Protezione Civile. Le stesse convocate dal Sindaco nella costituzione del C.O.C.

«È bello vedere i colori delle nostre divise che si mescolano a quelli degli altri per formare l’“arcobaleno”. È il nostro modo per dire “andrà tutto bene”».

Non si tratta di un mero slogan, ma di un modus vivendi di cui la Misericordia si fa portavoce.

«Il volontariato non ha subito una battuta d’arresto, al contrario da noi si è rafforzato. Anche chi non presta questo genere di servizi ha avuto occasione di riconoscere il vero valore del dono che non si aspetta nulla in cambio».

Un banco di prova per tutti, specie per i volontari sottoposti ad alti livelli di stress fisico e psicologico.

«Ma è proprio in questi momenti, entrando in contatto con la fragilità umana, che si scoprono le risorse di ognuno di noi. Aiutare l’altro fa vibrare l’anima».



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